L'Italia del Risorgimento, dopo la proclamazione di Roma capitale, era precipitata in una triste situazione di provincialismo; l'arte seguiva essenzialmente i canoni accademici e non riusciva a trovare la forza per staccarsi dalla grande eredità lasciataci dal passato.
Il Futurismo fu il primo vero e proprio movimento d'avanguardia che ebbe come caratteristica l'esaltazione della nuova civiltà delle macchine dove viene celebrata la geometrica, metallica, scattante bellezza, in contrapposizione ai canoni del classicismo: "un'automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bella della Vittoria di Samotracia".
Il Futurismo nasce col manifesto del 1909, redatto da Marinetti e pubblicato sul "Le Figaro" di Parigi; aderirono al movimento i fondatori di "Lacerba", Papini e Soffici; e ancora Folgore, Buzzi, Palazzeschi, Sant'Elia e Govoni; nelle arti figurative Boccioni, Carrà, Severini, Balla; in musica Russolo, inventore dell' "arte dei rumori".
Il Futurismo fu un vero e proprio gorgo di idee reazionarie che non si occuparono solo di arte, ma che si dispiegarono nei campi più disparati e che toccarono temi (economici e sociali, filosofici, religiosi, letterari, artistici) che furono i punti di un dibattito che si estese a tutti gli anni a venire, e che ancora oggi non si può dire esaurito.
All'iterno di questa pagina di Wikipedia potete leggere la traduzione dell'intero
Manifesto del Futurismo.